
Mi chiamo Giacomo Beretta e Jack The Strider sono io: scrivo, registro e monto tutto in prima persona, dal primo appunto all’ultimo taglio.
Il nome arriva da Grampasso, che per me resta il personaggio più affascinante de Il Signore degli Anelli: uno che cammina ai margini, osserva, sa più di quanto dica, e solo alla fine si scopre chi è davvero. Mi è sembrato il compagno di viaggio giusto per un progetto che parla di libri, film e di tutto quello che sta in mezzo.
Perché Tolkien
Ho letto Tolkien per la prima volta a sedici anni, e direi che mi ha svoltato l’adolescenza: all’improvviso avevo un universo intero in cui rifugiarmi ogni volta che potevo. Mi colpirono subito la cura e la profondità della storia, quella sensazione che dietro ogni nome ci fosse un mondo vero, con una sua memoria. E poi c’era il fascino della letteratura inglese, che avevo sempre sentito vicino, e la grandezza dei personaggi, capaci di essere epici e fragili nello stesso momento.
La mia edizione di riferimento è quella Rusconi, con la traduzione di Vittoria Alliata di Villafranca rivista da Quirino Principe. È quella con cui sono cresciuto, ed è quella che troverai citata qui.
Cos’altro faccio
Scrivo romanzi: la trilogia Il Risveglio della Luce è un urban fantasy ambientato nel nostro presente, in cui la magia torna sulla Terra per colpa dell’inquinamento. Il primo volume, Risveglio, è già uscito. Il secondo, La scelta del cristallo, è in campagna di preordini su bookabook.
Nel 2018 ho fondato NerdPool.it, di cui sono caporedattore, e sul mio Substack Fenomenologia del Caos scrivo di sostenibilità, intelligenza artificiale e geopolitica delle materie prime.